Eri come l'oro ora sei come Loro.

Prendo spunto da una canzone di Tiziano Ferro per tentare un approccio di confidenza verso il blog ed i suoi lettori, abbandonati dalla sottoscritta da un pò di tempo a questa parte.
Quando ho aperto My Fashion StyleBook, sentivo la necessità di condividere con quante più persone possibili i miei personali pareri riguardo un settore che di pareri come i miei nè ha piene le tasche. Ma quelle che volevo proporre erano opinioni inerenti tematiche che spaziavano dalle più fresche, tranquille e perchè no, divertenti, alle più nascoste, evitate, tralasciate, forse. 
Dunque in periodi in cui, la mente è occupata da altro, impegnata e sovrastata da molteplici questioni, penso sia inutile scrivere comunque. Preferisco ed ho preferito premere Pause, pensare, riflettere per poi toccare Play.




Intanto di cose ne sono successe, a bizzeffe. Ma troverò per queste altro tempo a cui dedicare.
Mi premeva ricominciare a comunicare, trattando, per quanto ne possa sapere, una problematica che ben si intreccia al mondo della moda. 
In realtà qualcosina ne so..
Se date un'occhiata alla sezione "About", noterete la mia esperienza presso la facoltà di psicologia. Il fatto che abbia deciso di lasciare quegli studi per dedicarmi a ciò che attualmente mi impegna e mi gratifica a livello universitario, non significa che non mi piacesse il contesto, l'ambito, le materie. Diciamo che non eravamo diventate amiche per la pelle. Io e la psicologia non eravamo in sintonia. 
D'altro canto, mi ha permesso di scoprire cose interessanti, stimolanti, imbarazzanti ed al contempo spunti di riflessione.
Quando ti ritrovi in mano un malloppo di "Psicopatologia dello sviluppo" non puoi fare altro che leggere ogni pagina a bocca aperta, sfogli, sottolinei, evidenzi, proiettando ogni cosa alla realtà, quella vera, quella che ti circonda, quella che pensi non possa mai toccarti. 
Arrivi così allo studio approfondito della cosiddettà anoressia.
Una brutta parola solo a pronunciarla. Ancor più tremenda a toccarla.
Squallida se analizzata dal punto di vista della società che pur difendendosi dalle accuse, non fa altro che esaltare figure perfette, diete irrinunciabili, misure su misure.
La società di oggi è come uno specchio deformante. E' l'esatta immagine che le ragazze anoressiche vedono di loro stesse.


I mass media sono il più potente mezzo di comunicazione. Attraverso spot pubblicitari, canali televisivi e fotografie su riviste, si creano modelli e canoni da seguire, si conforma la persona ad essere tale, a fare in quel modo, a vivere quella vita, perchè è quella la via giusta, corretta, che porterà al benessere.
 In particolar modo la ragazza adolescente è indotta a conformarsi a quello stile, finisce per credere che se a sfilare sono modelle magrissime, se a farsi vestire sono solo taglie 38, se ad avere successo è chi ha le giuste caratteristiche per farlo, allora va bene così, deve essere così. 
D'altro canto, sono i media stessi che accanto a tali immagini, offrono l'opposto. Ragazze dai non-corpi che mangiano a più non posso. 
L'informazione pone le sue fondamenta sulla comunicazione subliminale, togliendo quindi alle persone la capacità di analizzare il messaggio dello spot in modo critico e razionale. In conseguenza si può credere di mangiare all'infinito rimanendo magre (Bulimia) o evitare il cibo per rimanere sui canoni di bellezza ideale(Anoressia). 


Quello che è certo è che la responsabilità di moda, pubblicità e canoni standardizzati è assolutamente parziale e non riconducibile al malessere dell'intera società. C'è da dire che di fondo esiste già un terreno fertile in grado di accogliere tali disturbi alimentari. In genere chi ne soffre, ha problemi di stima di sè stesso, non si relaziona nella maniera giusta in casa e fuori, soffre di ansia ed attacchi di panico. 
Moda e pubblicità, contribuiscono però ad alimentare il fuoco. Non lo spengono, lo alimentano. 
Modelle che fanno parte di questo circolo vizioso, si aggrappano al loro lavoro come fosse l'ossigeno che respirano. Basta quello, il cibo non serve più.
A sbagliare è chi permette a queste ragazze di sfilare. Di proporsi su passerelle viste da milioni di persone. A sbagliare è chi fonda la pubblicità del suo prodotto affidandosi a corpi fantasma, per colpire l'obiettivo ed ignorare le conseguenze. A sbagliare sono le riviste di moda a proclamarsi contro l'anoressia per poi presentarsi alla presentazione delle collezioni, perchè poi l'abito lo indossa una persona vera e non il manichino.
Di questi tempi, non sarebbe poi così sbagliata una rivoluzione sociale anche per questo problema che colpisce sempre più adolescenti. 
Vogliamo davvero costruire un futuro con persone-stecchino?



Ecco che le critiche a fronte della presenza di Melissa Satta al Calzedonia Show andato in onda l'altra sera, le trovo alquanto fuori luogo. In un mix di modelle e ragazze taglia 38, c'era lei, in tutta la sua bellezza ma con la carne che le copriva le ossa e la rendeva unica. Era proprio un bel vedere in mezzo a tanta pochezza. 


Se siete come l'oro, non diventate come LORO.



Giada.

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