Se cerchi, trovi! Si e se ero la Gregoraci non mi mettevo con quel buzzone di Briatore.


Ovviamente siamo i primi a non sapere di avere tra le nostre stesse manine, luoghi magici, forse esotici, o perchè no gelidi, lontani, grandi, immensi, ben strutturati, ancor meglio del labirinto del Minotauro che non basterebbero sette tubetti di filo interdentale a segnare la via del ritorno, figuriamoci quello di Arianna. 
Narnia, ad esempio potrebbe essere la meta preferita degli oggetti che mettiamo in borsa. Li sistemiamo con ordine quasi svizzero all'interno dei nostri amatissimi contenitori, in pelle, pvc, paglia, cuoio e da lì a poco, inizieranno un viaggio straordinario, alla ricerca del nostro Io più recondito, più duro, più rabbioso e critico. Agli oggetti, che siano riposti nelle maxi bag o in clutch più o meno grandi, tracolle o bauletti da portare a mano, poco importa se giunto il momento del loro utilizzo, noi dovremmo sudare sette camicie per trovarli, oltrepassare mari e monti, fumare dalle orecchie come non ci fosse un domani, inveire contro qualunque cosa ci capiti davanti, di solito il fidanzato, attivare un'onda energetica di quelle storiche che Vegeta non avrebbe nulla da ridire.
A loro e ai posti che li ospitano, poco importa se avremo bisogno, spariranno non appena metteranno piede lì dentro. Tante altre cose dovrebbero sparire, tipo i film di Rosamunde Pilcher e le (fans?) di Justin Bieber. Quando si dice che ad andarsene sono sempre i migliori, allora è vero. Le chiavi di casa ad esempio, sono uno di quei "monili" che in teoria non dovrebbero creare alcun tipo di malessere isterico-compulsivo-suicida-da-ammazzo-tutti; se muovi la borsa, iniziano a tintinnare e facile dovrà essere il loro recupero. Ti piace vincere facile? Bonci Bonci BoBoBom..NO. Allora apri, infili una mano, ti muovi con cautela, tocchi le briciole dei panini che avevi portato al mare lo scorso venerdì, per la strada incontri una chewingum di cui non ne conoscevi l'esistenza, dispersa e disperata, insaporita da pezzetti di tabacco ed altre diavolerie, la scarti, poi ci ripensi e la infili nel taschino superiore così che se ne avrai bisogno saprai a quale appiglio aggrapparti; mentre con la sinistra ispezioni, con la destra tieni i manici esterni ma quando ti rendi conto che così facendo non giungerai mai alla fine del tunnel (invidiando calorosamente Caparezza), decidi di trasformarti nello Jury Chechi della situazione, tiri su il ginocchio come se stessi per fare la prova della sbronza, con la sinistra continui ad ispezionare e stavolta usi la destra per (s)muovere da sotto la borsa, in modo da far "suonare" le chiavi; le senti, sono lì, ci sono, ma dove!? La faccia comincia a colorarsi, sei rossa, prima sulle guance, poi sul naso, poi la fronte e poi tutto. Le vampate di caldo iniziano ad invadere ogni singolo centimetro del tuo corpo, sei quasi al culmine dello sbotto, quando per scrupolo apri la cernierina interna ed eccole li, appositamente disposte in una zona distaccata dal macello della piazza centrale, perchè così le avresti trovate subito. Mavaff...!



Discorso a parte invece per le mollette, le pinze e tutti quei troiai che " li metto qui nell'evenienza in cui.." ma quando mai, rimangono dentro le borse per mesi, anni, secoli, fino a che un giorno d'agosto, in cui l'afa ti opprime che una Redbull ti mette le ali si, ma per il paradiso, compri una bottiglietta d'acqua fresca, bevi e la riponi in borsa, così queste si bagnano e muoiono travolte da ondate di ruggine. Arriverà il momento in cui ne avrai veramente bisogno e ringrazierai tua madre per aver fatto una figlia intelligentissima che più intelligente non si può. Sei sicura di averle agganciate al taschino interno, quello all'alto della borsa, quello dove si mettono le cose "volanti", dunque vai a colpo sicuro ma ovviamente non ci sono. Si sono staccate come nemmeno riesce a fare la prima ballerina della Scala, affrontando un volo di 1000 metri, si sono schiantate al suolo, ricoperto di specchietti, portafogli, accendini, fogli e foglietti, agendina, scontrini, pacchetti di caramelle, vuoti e pieni, hanno fatto amicizia con le sigarette, ci sono andate a letto, si sono fidanzate, poi sposate, hanno viaggiato fino alla fabbrica di cioccolato; la velina di queste adesso sembra essere il recinto della casa nella prateria ma alla fine eccole lì, le maledette.
D'altro canto, le vacanze piacciono a tutti. Spesso però, gli oggetti messi in borsa, scelgono il momento sbagliato per partire, lo fanno, non curanti del fatto che le ferie non verrano loro pagate ma se ne fregano e quindi in momenti in cui, la rapidità deve essere la tua priorità, loro ti fottono. Se sei alla posta, hanno il potere di farti litigare con i restanti utenti, in attesa da due ore che tu possa trovare la tua ganzissima penna, stile traversata del campo da calcio di Benji della durata di cinque/sei puntate o traversata della rete da pallavolo in Mila&Shiro o con gli amici del tuo ragazzo, possono farti passare per scema, quando ti domanderanno da accendere e tu comincerai a parlare da sola con la borsa, cercando invano l'accendino.

Infine, il top del top è uno solo. Il luogo più mastodontico delle borse. Quello che tutti gli oggetti amano, anche i bottoni. Si perchè un giorno la tua borsa da 99 euro decide di scucirsi all'interno per dare il benvenuto ai suoi visitatori e godersi uno spettacolo : quello che TU farai. E' nel sotto-borsa che la maggior parte delle volte le tue cavolo di cose vanno a posarsi. Nel momento in cui riesci a tirarle fuori, ti rendi conto che erano lì sull'amaca a prendere il sole e bere un cocktail alla frutta, con sombrero ed infradito rigorosamente havaianas. Stanno facendo due chiacchere con la Biasi che cerca di vendere loro i suoi costumi e poi scappano verso Mariano di Vaio per fare la foto da postare su facebook e fare morire d'invidia il portafogli che si trova al piano di sopra.



Se cerchi, trovi!
Si e se ero la Gregoraci non mi mettevo con quel buzzone di Briatore.

PS. Non accennate minimamente a quando le cuffie dell'Ipod dopo ore di ricerca che nemmeno per scalare l'Everest, si attorcigliano come nemmeno il Boa del Guinness dei primati e per darti il colpo di grazia si incastrano stile ginnasta ai fili della tua custodia per occhiali. Lì, son bestemmie.

Giada. 

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