Road Trip | VENEZIA , vi racconto come sono sopravvissuta


Non ci si crede come non ci si crede che abbiano messo Jamie Dornan nei panni di Mr.Grey.
Non ci si crede come non ci si crede che #ChiaraFerragnigoestoHOME
Non ci si crede come non ci si crede che Mariano di Vaio sia il miglior fashion blogger maschile.
Non ci si crede come non ci si crede che prendo una volta all'anno il treno e questo ritarda di 110 minuti - e menomale che con Italo è meglio - . 
Non ci si crede ma non ero mai stata a Venezia. 
E niente raga, la situa è stata tragica, fin dal principio.
Ho beccato gli unici giorni in cui acqua alta che gli Hunter gli facevano un baffo, cicloni atlantici, tempeste d'oltre mare, uragani catastrofici, bufere di neve e variazioni di pressione atmosferica a livelli che nemmeno Zeus poteva contro hanno fatto da protagonisti : una settimanetta dedicata al relax insomma. Il sole era quella cosa che desideri come se non ci fosse un domani, quello spiraglio di luce che ti permette di dare un senso alle tue giornate, era come una Chanel 2.55 ben riposta in vetrina, era come la Cèline Luggage. Era ma non c'era. 
Armati di stivali da pioggia, brutti, antiestetici, scomodi e verdi come le foglie calpestate al parco dai bambini, siamo partiti alla volta dell'esplorazione. Un esplorazione che nemmeno all'isola dei famosi. Il vaporetto era la nostra Porche, ci ha traghettati a destra e sinistra, ci ha sbattuti come nemmeno il frullatore Bimbi sa fare, ha travagliato le nostre anime che forse era meglio avere Caronte come marinaio e le nostre pancie post pranzo al Mc Donald's - perchè un primo piatto, anche alla trattoria "da Zio Paperone" te lo fanno sudare fior di quattrini quindi o sei Briatore oppure ci dai di kebab, pizza al taglio marcia, panini ripieni di qualunque cosa possa essere definita commestibile e via dicendo.

Pranzi leggeri da OLD WILD WEST
Abbiamo acquistato la Rolling Card, un city pass rivolto ai giovani turisti d'età compresa tra i 14 ed i 29 anni la quale permetteva traversate con i mezzi pubblici per ben 72 ore dal momento della timbratura iniziale. Inoltre consentiva l'accesso scontato a diverse strutture commerciali dell'area Veneziana tra cui musei, mostre, negozi e ristoranti. Se la perdevi, eri fottuto insomma.
Cartina, tessera e linee di navigazione alla mano. Prendere confidenza con gli strumenti a disposizione richiede pochissimo tempo. Tutto il resto vien da sè. E così è stato.
Lato positivo : l'albergo si trovava in una posizione più che strategica : sestiere Cannaregio, uno dei sei distretti di Venezia, (Campo Santa Sofia) sulle rive del Canal Grande, a 10 minuti dalla stazione di Venezia Santa Lucia, con la fermata Ca' D'oro a pochi passi e Fondamenta nove, principale attracco della zona.
Ad ogni momento di buio giravi l'angolo e : toh, l'hotel.
Non male direi considerando che a partire dal secondo giorno le divinità del cielo tra cui Eolo, maledetto, hanno deciso di dare un party, uno di quello che Anna dello Russo non sarebbe manco in lista. Figurati.
Ci hanno detto : salirà l'acqua alta, il picco massimo sarà alle ore 11:00 a.m, scenderà per sei ore circa fino a quando verso le 17:00 p.m ce ne sarà un ulteriore. In casi di estremi disagi ovvero cm d'acqua che si prevede crescano a dismisura, varie sirene poste in punti specifici della città avvertiranno cittadini e non.
Ovviamente, furbi come Calvin Klein che photoshoppa Bieber senza ritegno usciamo alle 11.
Fortuna che ci sono le passerelle : si, larghe al massimo 70 cm permettono il passaggio delle persone solo ed esclusivamente in fila indiana; e se avessi incontrato Kim e famiglia? No vabbè, #lamorte.


Arriviamo a Ponte di Rialto. Wow, amazing ma per davvero stavolta. Uno dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande, il più antico e il più famoso. I cinesi pullulavano come il polline a primavera ma lo spettacolo da lassù era inimmaginabile. E poi c'ero io, bulbo oculare rosa shocking, naso gocciolante che avrei allagato da sola Venezia, lacrime che i condotti idrici di un condominio sgorgano meno, capelli in bocca e però, W-O-W.
Non possiamo non fare visita ad alcune delle isole più conosciute della laguna Veneta. Direzione Murano.
Scendiamo dal vaporetto, risaliamo sul vaporetto. Le condizioni metereologiche erano talmente instabili ed avverse che le possibilità di visitare un minimo l'isola con le sue botteghe e la sua storia ricca di lavorazioni artigianali diventavano pressochè remote. Dietro front soldati.
Ci consoliamo con Burano. Altra isoletta, 2724 abitanti, conosciuta per le sue casette colorate e per la lavorazione di pizzi e merletti. Anch'essa ricca di botteghe artigianali che ahimè non abbiamo potuto vedere.



Piazza San Marco è favolosa. Allagata ancor di più. Siamo riusciti a beccare in calcio d'angolo qualche maschera in vista del lancio della Colombina, avvenuto proprio quest'oggi che come ogni anno da il via al vero e proprio carnevale veneziano; manifestazione dalle radici storiche in cui tutti possono indossare costumi d'epoca e non, trafugarsi in personaggi storici, dare spettacolo e rendere l'atmosfera ancora più magica di quello che già non è. L'allegria non manca di certo, l'entusiasmo e la voglia di fare festa fanno da padroni. Le teen agers sono fantastiche. Abbiamo chiesto ad una di loro salita sul nostro stesso vaporetto se stesse andando ad una festa vista la maschera e se ce ne fossero altre in giro in modo da potervi partecipare. 
"La festa è al Casinò, è elegante ed in maschera ovviamente ma scusate dovevate fare la lista giorni fa". Ah e allora scusa se esisto. Tra l'altro se "eleganza" è il mood del party, immagino che tu con le Vans ai piedi possa entrare senza alcun problema, certo. 
Che poi parlando del Casinò, se proprio devo dirlo, ci sono stata. E niente, vietato l'ingresso a jeans strappati o shorts - che se sono Fedez e ti voglio sputtanare l'incasso fatto con la Michielin ma c'ho l'ascella all'aria allora non entro? - schedati dalla signorina all'ingresso che : "levati il cappello, ti faccio la foto" , accompagnati al guardaroba e nelle sale superiori, nonchè luogo di raccolta dei classici pezzenti che amano il lusso, cinesi con guardaroba di Karl Lagerfeld al seguito e sigari cubani che ciao Che Guevara proprio. 












Un ringraziamento speciale va comunque alla genialità degli albergatori. Casse incorporate tra le pareti del bagno, bastava premere un pulsante ed in sottofondo partiva "Uptown girl" dei Westlife ed era subito "To Venice with love". 

Già.

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