I 5 brand che abbiamo buttato nella raccolta differenziata.


Se dieci anni fa mi avessero detto di comprare un paio di jeans, con un effetto ralenti degno di un sequel di Matrix Revolution, avrei risposto senza dubbio e finchè morte non ci separi "Miss Sixty".
M-i-s-s-S-i-x-t-y , parliamone. 
Se dieci anni fa mi avessero detto "la moda passa" io avrei risposto "guarda che Phard e Onyx non moriranno mai".
E invece oggi anche Brenda e Brandon sarebbero felici per noi. Che non sono due pupazzi del luna park ma i fratelli Walsh in Beverly Hills.
Che poi questa estate milioni di polemiche sulle jelly shoes che erano sandali ortopedici che manco la Ferragni e allora quando ai piedi c'avevate le Fornarina che battono pure Desigual e Hogan a tavolino? 

Ci siamo evoluti il che è raro per la specie umana ed in fatto d'abbigliamento abbiamo fatto CTRL+X .
D'altro canto è anche vero che se adesso la "Sweet years" la gestisce la Geofor e la "Guru" la ritirano ogni martedi alle 13:00 in punto, ci ricorderemo di loro come una delle cose più brutte della nostra adolescenza nonostante il dolore più grande fosse non riuscire a catturare i pokemon rari con il Gameboy color e ci ricorderemo di loro perchè era come se indossassimo una limited edition Fausto Puglisi mentre chi se l'inculerà tra poco più di due anni l'Imperfect della Belen? Nessuno, manco la Biasi.
Cioè è tipo la Omnitel ovvero l'attuale Vodafone ma chi se ne frega, per la mia nonna è comunque la Omnitel. 

I 5 brand (fossero solo cinque) che abbiamo buttato nella raccolta differenziata : 

1) Pickwick : se volete rivivere l'ebrezza del brand in questione, digitate su google "pickwick abbigliamento" altrimenti potreste confondervi con Pickwick la sindrome dell'obesità e Pickwick il catalogo delle case editrici. Il suo simbolo era l'omino nero a braccia incrociate che sprizzava felicità da tutti i pori, tanto che lo slogan che descrive lo stile del brand all'interno del sito recita così : " curiosità, ironia, vivacità e tanta voglia di vivere". Un'immagine che sicuramente incitava alla gioia ed alla voglia di vivere se non fosse stato che il logo sembrasse uno dei personaggi che Real Time descrive nei programmi in cui si scannano a vicenda. Eh beh. Multimateriale

2) Lonsdale : che nessuno dica di non aver mai avuto una felpa Lonsdale. Nasce come abbigliamento sportivo improntato alla Boxe. Se ne viene fuori con una linea di felpe dal dubbio gusto le quali però fecero un grande successo tra i giovani e quindi tutti Yo a suo tempo. Felpa Lonsdale, jeans vita bassa e leggermente svasato, nike con quattro ammortizzatori. Noi tipo Rocky e la Wintour fierissima del fenomeno di massa. Umido.

3) X-Cape : niente da fare, le felpe ci piacevano. Quando l'X-cape fece quella con le stelline colorate non capimmo più niente. La scuola sembrava essere un enorme contenitore di Pan di Stelle. E noi gazati che nemmeno la Coca Cola quando la stappi. Indifferenziato.

4) Onyx : adorata dalle femminucce, estese il danno anche sui banchi scolastici, appiccicando la stampa della sua teenager evoluta al quarto stadio Kardashian su astucci, zaini e diari. Ad oggi non ha più nemmeno un sito online, morta sepolta. La roba che produceva era imbarazzate e nonostante questo costava quasi quanto un Pandora. Carta.


5) Guru : il brand della margherita che alla fine se Jeremy Scott ha fatto il boom con gli spruzzini pulisci vetri non capisco perchè non fosse "giusto" il concept del fiore. Peccato che la t-shirt perchè se non era una t-shirt al massimo era una felpa - eddai - dopo quattro lavatrici in croce diventava un uovo fritto, sbiadito che le imitazioni al mercato "Sguru" erano più accattivanti. Centro di raccolta


Avete altro da buttare?

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