La giornata della gentilezza e le 5 cose per cui non puoi essere gentile.



Ieri 13 Novembre 2017 si è celebrata la giornata della gentilezza. Si, quella cosa che dicono serva per rapportarsi meglio con il prossimo ma sopratutto per sentirsi bene con se stessi. Personalmente l'unica cosa che mi fa stare bene con me stessa è arrivare alla sera, infilarmi il pigiama peloso nei calzini, lanciarmi sul divano come se stessi partendo per la missione del secolo e premere il tasto del telecomando come se facesse sparire d'un tratto il salotto di casa per andarlo a sostituire con un isolotto delle Maldive, quello che si vede come se non ci fosse un domani su Instagram. 
Quindi, gentilezza what? Più cerchiamo di calmare la nostra ira, più sale il nervo suicida, assassino, Dr Jekyll e Mr Hyde, da tolleranza tre, due, uno, zero, fine.

Ecco che esistono almeno 5 cose per le quali essere gentili si rivela praticamente impraticabile :

NUMERO 1 

La gente che mastica a bocca aperta : location degna di nota, cibo ottimo, compagnia non da meno, tutto fila liscio fino a quando il cameriere ti fa accomodare al tavolino "hot-dog", quello posto tra altri due tavoli, con altre quattro persone, non due, quattro. Già che ti tocca parlare a bassa voce per evitare code d'occhio e sguardi bassi, poi quello appiccicato a te, mastica la pietanza come se stesse triturando due etti di chewingum. Bon appétit.  

NUMERO 2

Quelli che ti toccano quando ti parlano : che finalmente sei arrivato al fine settimana, no stress, su i bicchieri giù i pensieri, evviva di qua evviva di là fino a quando la tipa con cui stai parlando e che non vedi da una settimana, per esporti i suoi argomenti ai quali rispondi con un "si infatti" sente l'impellente bisogno di rafforzare i concetti toccandoti la spalla, bloccandoti il braccio, immobilizzandoti le mani, crocifiggendoti, annullandoti.

NUMERO 3

Il barista che ti sbrodola il cappuccino fuori dalla tazza : ore 6:00 d'inverno, fuori è praticamente l'alba dei morti viventi, per il momento hai rivolto la parola solo al cane, prima tappa al bar e finalmente la pasta calda accompagnata dal cappuccino fumante ti fa sperare che probabilmente oggi potrà essere una giornata migliore fino a quando il barista per non si sa bene quale inconcepibile motivo, con una mano più tremolante del frullatore ad immersione, ti versa il cappuccino praticamente sul bancone e quindi il bicchiere se ti chiedono come lo vedi non puoi fare altro che dire : mezzo vuoto. 

NUMERO 4

Quelli che ti stanno al c**o in superstrada : vieni Schumacher dei poveri. Che stai calmo perchè se sono in corsia di sorpasso e lo sto facendo anche di molto bene, è inutile che arrivi col turbo settemila come se dovessi andare a salvare il mondo che non c'è, "sfanalandomi", "lampeggiandomi", "quattrofrecciandomi" per dirmi "togliti dai maroni" che tanto quando per grazia divina deciderò che potrò spostare il di dietro nero lucido della mia C3 e tu mi avrai sorpassato ma ti ritroverai davanti il Pandino del signor Gigi, sappi che io, si proprio io, godrò giusto un pochino. Perchè #poraccitudinehasnospeedlimits.

NUMERO 5

Quelli che hanno Despacito & Co come suoneria del cellulare : parliamoci chiaro, con il Nokia 3310 era tutto più bello, emozionante, adrenalinico, era bello avere la hit del momento come suoneria del telefono nonostante questo volesse dire vendere un rene ai servizi online e dire addio al rinnovo della Christmas card e quindi alle limonate varie ma oggi che grazie al cielo esistono gli auricolari, la hit del momento ascoltatela in privato, abbonati a Spotify che costa poco, bombarda la batteria del telefono utilizzando Youtube, limona con Luis Fonsi direttamente su Messenger, mandagli un direct su Ig ma non metterla come suoneria di quel telefono. Vacci Despacito, te ne prego. 

GM

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