Siamo quelli che..dopotutto.


Raga, siamo tutti "scioccobasiti" citando l'inarrivabile Menestrelloh. Se oggi piove, avete il ciclo, vi si è spento il Pc e non avete salvato il progetto sul quale state lavorando da mesi, se avete sbattuto il mignolo contro lo spigolo del letto, se non sarete mai ricchi tanto quanto il feto di Chiara Ferragni e Fedez, se vi è caduta la fetta biscottata dalla parte della nutella, pensate a chi sta peggio di voi: tipo Francesco Monte.

L’ex tronista si era ben messo per il confronto con Cecilia, di quando devi andare a portare in cortile la differenziata e fai un make-up che ciao Giulia de Lellis esperta di tendenze. Ma alla fine l'unica persona che incontri è il rotolo di paglia sulla tangenziale. Con quel dolcevita in lana rustico e quegli occhi che non ritrovi nemmeno se ti metti a pregare la De Filippi in ginocchio, Monte è stato lasciato. È toccato a lui e stranamente non ad uno di noi.

Ma comunque sia, poteva succedere a chiunque. Innamorarsi, confondersi, lasciare, lasciarsi, perdere e perdersi e ritrovarsi.
Capita che a volte abbiamo momenti di totale azzeramento della realtà i quali sotto sotto non sono altro che trasfusioni di frammenti inconsci ma consci nati dall’incessante bisogno di dare una svolta. Si sceglie di dare luce al disordine, di raccontare qualcosa oltre le pagine, di spingersi al limite, senza pensare sia impossibile per sentirsi un po' più liberi. Si cerca un’altra via nell’anima, si guardano le paure sgretolarsi per conoscere quella verità. Si comincia a sorridere anche a ciò che non si può comprendere, ci si sente fragili ma liberi, si cerca una strada che possa illuminarsi al nostro passaggio. Ma in questa vita da poter vivere in ogni istante, in quei giorni muti in fila sul calendario, ci sono persone, emozioni, momenti e tanti dopotutto. Non prevale solo il nostro Ego, la nostra smania di essere costantemente il fulcro dei pensieri altrui. Succede che a farsi strada da soli, poi soli effettivamente si rimane.
L’orologio gira. Il tempo passa. Qualcuno resta, altri se ne vanno. Succede che le scelte fatte malamente col cuore oggi, si riveleranno dilanianti domani. Perché si può scegliere bene e con il cuore piuttosto che con il cuore e i paraocchi. Quei paraocchi saranno il buio dei giorni futuri, saranno il rimpianto del “se avessi fatto”, del “se avessi detto”. Senza troppe spiegazioni, voci in capitolo o dubbi. Succede che poi, ad aprire i cassetti della memoria non potremmo fare altro che avere rimpianti e i rimpianti fanno male. Che riguardino noi stessi, gli amici lasciati, l’amore, la famiglia, il lavoro, la vita, sono dolorosi e ti logorano. Quindi amiamo e facciamo quello che ci pare ma se lo facciamo con la cognizione che al nostro fianco se tendiamo la mano, qualcuno ce la stringerà forte come nessun altro ha fatto mai, allora quei cassetti della memoria ci regaleranno momenti sì, liberi, quegli stessi momenti che cercavamo spingendoci al limite, testando i nostri punti deboli, scegliendo con il cuore e i paraocchi, accantonando chi in quel momento probabilmente, era lì solo per noi con un bicchiere di vino, una coperta e qualche ciambella. Che poi queste ciambelle, anche se fossero senza buco, sarebbero comunque buone.


AMORE [a-mò-re]s.m
1. Forma di amnesia che colpisce una persona facendole dimenticare che nel mondo ci sono altri 7 miliardi di individui.

GM



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